Modulo 04 · Sicurezza e truffe 9 min di lettura
Dati personali: quello che raccontiamo senza accorgerci
Foto, posizione, documenti: cosa condividiamo ogni giorno e come limitare i danni.
Alla fine di questa lezione saprai
- riconoscere quali informazioni sono dati personali
- capire quando un sito chiede più del necessario
- limitare cookie, pubblicità e ciò che si pubblica online
Un dato personale è qualsiasi informazione che permette di risalire a te: nome, indirizzo, telefono, data di nascita, foto, voce. Anche la posizione del telefono e i siti che visiti lo sono.
Non è una questione astratta: con pochi dati si può aprire un conto a tuo nome, o capire quando casa tua è vuota.
Cosa sono i dati personali
In parole povere
Sono dati personali il nome, l'indirizzo, il codice fiscale, il telefono, l'email, le foto in cui si riconosci, i dati bancari e quelli sulla salute. Lo sono anche la posizione e i siti visitati.
Alcuni sono più delicati: salute, convinzioni religiose, vita sentimentale. Il Regolamento europeo li protegge con regole più strette. Sono anche quelli che pesano di più se finiscono nelle mani sbagliate.
Quello che condividiamo senza pensarci
Una foto sembra innocua. Dentro, però, ci sono dettagli che non hai guardato: la targa, il cartello con il nome della via, il badge del lavoro.
| Cosa pubblichi | Chi può usarlo |
|---|---|
| Foto del documento d'identità | chiunque può copiare i dati e usarli a tuo nome |
| Foto con la targa | si risale al proprietario e all'indirizzo |
| Posizione in tempo reale | si sa quando non sei in casa |
| Foto di un bambino con la divisa | si sa dove va a scuola |
| Foto del cancello o delle chiavi | si capisce come entrare |
Attenzione anche ai codici: la carta d'imbarco, il biglietto del treno, il QR della identità digitale. Se pubblichi la foto, chiunque può leggerli.
Quando un sito chiede dati
Il principio è uno: il minimo necessario. Un negozio online ha bisogno dell'indirizzo per consegnare, non della data di nascita. Un sito di ricette non ha bisogno del telefono.
Prima di compilare un modulo, chiediti a cosa serve quel dato. Se la risposta non è chiara, puoi lasciarlo vuoto. Se è obbligatorio e non capisci perché, puoi cercare un altro servizio.
Un consiglio
Quando una richiesta non ti convince, chiedi per iscritto a cosa serve. Un'azienda seria risponde; una che insiste senza spiegare ti sta dicendo qualcosa di utile.
I tuoi diritti
Il GDPR è il regolamento europeo sulla protezione dei dati, in vigore dal 2018. In due righe: chi raccoglie i tuoi dati deve dirti quali sono e perché li vuole. Deve usare solo quelli necessari, e conservarli come ha dichiarato.
- Accesso: puoi chiedere una copia dei dati che un'azienda ha su di te.
- Cancellazione: puoi chiedere che vengano cancellati, quando non servono più.
- Rettifica: puoi far correggere quelli sbagliati.
- Opposizione: puoi dire no all'uso dei tuoi dati per la pubblicità.
Si esercitano con una richiesta al servizio, dall'area del proprio account o per email. Se non rispondono, ci si può rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali.
Cookie e pubblicità
I cookie sono piccoli segni che un sito lascia nel browser per ricordarsi di te. Non sono virus. Alcuni servono: tengono la sessione aperta, ricordano la lingua, salvano il carrello. Altri ti seguono da un sito all'altro e costruiscono un profilo dei tuoi interessi.
Il banner che compare su quasi ogni sito chiede il permesso. Le opzioni utili sono due: accetta solo i necessari, oppure personalizza e togli le spunte dalla pubblicità. «Accetta tutti» è comodo per il sito, non per te.
Per limitare la pubblicità profilata:
- Cancella i cookie ogni tanto dalle impostazioni del browser.
- Sul telefono, disattiva l'identificatore pubblicitario: su Android è in Impostazioni, Google, Annunci; su iPhone in Privacy e sicurezza, Tracciamento.
- Usa un browser che blocca i cookie di terze parti, o attiva la protezione che molti hanno già.
Cosa non mettere mai online
Alcune cose non dovrebbero mai finire online:
- documenti d'identità, patente, tessera sanitaria;
- codici OTP, password, codici di sblocco;
- targhe e numeri di telaio;
- foto di minori riconoscibili, con nome, scuola o divisa;
- la pianta di casa, le chiavi, il cartello sul citofono;
- screenshot con saldo, email, codice fiscale.
Attenzione
La foto del documento mandata a un finto operatore è uno dei modi più diretti per far aprire un conto o una SIM a nome tuo. Se qualcuno te la chiede in chat o al telefono, non mandarla: usa il sito ufficiale o vai allo sportello.
Prova tu
Fai un giro di controllo, oggi stesso:
Verifica
Hai capito? Qualche domanda veloce
Non è un esame: serve solo a te, per capire se qualcosa va riletto.
1. Quale di queste informazioni è un dato personale?
2. Un negozio online ti chiede la data di nascita per spedire un pacco. Che cosa fai?
3. Che cosa sono i cookie?
Letta tutta? Segnala la lezione come completata: così ritrovi il punto la prossima volta.
Ultimo controllo: 6 novembre 2026 · segnala un errore